Skènos

Abitazione dell'anima

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Skenos

 

 



Anno: 1992
Materiali: feltro industriale, legno
Tecnica: personale
Dimensioni: 100 x 200 x diam. 200 cm

Abitazione dell'anima

dettaglio skenosLa tenda è una delle strutture abitative più interessanti e straordinarie che siano state realizzate dall'architettura tradizionale di ogni luogo ed epoca. Anche se le diverse condizioni ambientali e climatiche indussero i nomadi a costruire svariate tipologie di tende, esse, nel corso dei millenni, divennero il simbolo e il luogo di trasmissione del patrimonio spirituale e culturale degli uomini che le abitarono.
Il termine greco "sknuos" ("schènos"), con cui si designa la tenda, contiene in sé il significatopiù profondo e antico di "abitazione dell'anima" (G. LA MAGNA ANNARATONE, vocabolario greco- italiano, Milano 1963).
La rielaborazione e la reinterpretazione di questa primitiva dimora umana, ispirata nella struttura e, in particolare, nel materiale di copertura utilizzato, alla yurta", - la tenda delle popolazioni nomadiche di cultura mongola e turca, distribuite nell'immenso territorio asiatico situato fra il Mar Caspio e la Siberia,- mi ha consentito una riflessione sui significati connessi al tema dell' "abitare", del vivere in una dimensione di intima comunione con gli altri e dello stare in un luogo protetto in cui sia possibile stabilire relazioni amichevoli e rassicuranti.
La forma circolare che richiama i concetti di "perfezione" e "universalità" e la copertura con fasce di feltro (materiale antecedente l'invenzione del tessuto, ottenuto intrecciando tra loro strati di fibre) decorate dalle donne nomadi con i simboli degli emblemi tradizionali della famiglia e del clan, diventano espressione dell'esigenza oggi più che mai avvertita di una dimensione di vita autentica, in cui la salvaguardia dei bisogni dell'uomo non avvenga a discapito degli equilibri della natura, bensì in costante armonia con essi.

in mostra a Roma

Foto: Wanda Casaril

 

 

Sopra il telaio architettonico di sostegno, costituito da una struttura emisferica sopportata da sottili ed elastiche nervature lignee disposte a raggiera, congiungentisi in un disco alla sommità della cupola, sono fissate le fasce di feltro, sulle quali e distesa una fitta decorazione "a merletto", con simboli, pittogrammi, emblemi tratti dalla tradizione incisoria e scrittoria di numerose culture preistoriche e antiche.
Nella fascia inferiore compaiono in modo disordinato i simboli della Genesi, che nelle due porzioni superiori cominciano ad assumere un andamento più regolare e preciso, con un effetto sempre più vicino a quello del merletto.
Alla sommità della cupola, vicino alla corona centrale, tradizionalmente il punto di penetrazione della luce solare e divina , si distendono - come un vero e proprio merletto - i simboli della volta celeste (l'aquila gotica, simboli oracolari, la luna et.) A completamento del disegno della zona circolare centrale, nelle fasce che scendono ai lati, i simboli della natura e dell'uomo esprimono il desiderio e l'auspicio di poter ricomporre in un universo dialettico e armonioso i contrasti e le diversità.

 

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